Lezione 7

Prima parte del XIX Secolo. La Semeiotica. L'Assistenza. La Patologia Cellulare. La Microbiologia.





Stetoscopio originale in legno usato da LaennecLaennec, allievo di Corvisart (medico di Napoleone), ideò la costruzione di un tubo che chiamò stetoscopio, il precursore dei fonendoscopi moderni, che permetteva l'ascoltazione del respiro, dei battiti e soffi cardiaci etc.

Già nel primo '700 tutti i tempi del processo semeiologico: osservazione, palpazione, percussione e ascoltazione sono stati messi a punto. Laennec, che poi morì di tisi, diede dei contributi molto importanti alla definizione di molte malattie polmonari: le polmoniti, la tubercolosi, che ancora non era considerata una malattia unica, ma si pensava che esistessero almeno tre tipi di malattia (tisi o consunzione, lupus, scrofola [era la TBC linfoghiandolare]). Diede importantissimi contributi anche alla semeiotica cardiaca.

L'importanza dello stetoscopio derivava dal fatto che non si poteva ascoltare con l'orecchio il petto di una donna: era assolutamente impensabile che un uomo potesse poggiare l'orecchio a contatto con la mammella di una donna, e tale strumento serviva soprattutto a questo.

Manuel Garcia, inventore del laringoscopioManuel Garcia (1805-1906) era un tenore che, per vedere come erano le sue corde vocali, inventò il laringoscopio. Nel 1851, il fisico Hermann Ludwig Helmholtz (1821-1894), che diede importanti contributi alla conoscenza della fisiologia dell’occhio e dell’orecchio, inventò l’oftalmoscopio per l’esame del fondo dell’occhio. In questo periodo venne inventato l'esofagoscopio: un medico vide un ingoiatore di spade ed ebbe l'idea di mettere anziché la spada una luce all'estremità di un tubo per vedere l'esofago. Si illuminava dall'alto con la fiamma della candela che rifletteva su uno specchietto e permetteva di vedere, tramite un tubo cavo, l'interno dell'esofago.

Uno dei problemi più importanti della chirurgia, a parte la sepsi, perchè si operava a mani nude, era il fatto che non esisteva l'anestesia. Fu scoperta casualmente in America da diversi personaggi tra cui Horace Wells (1815-1848) e William Green Morton (1819-1868). In America, durante le feste, si faceva uso di etere, e capitava che le persone, sotto quest'effetto, non sentivano più il dolore. Questo venne subito utilizzato per l'estrazione dei denti. Successivamente ci fu una terribile disputa su chi l'avesse scoperto per primo, tant'è vero che fu messo in palio un premio, mai riscosso.

Oltre all'etere si utilizzavano il protossido di azoto ed il cloroformio; l'anestesia con cloroformio fu praticata da John Snow (1813-1858) alla regina Vittoria d’Inghilterra, in occasione del parto del principe Leopoldo.

Nello stesso periodo ci fu la comparsa delle istituzioni sanitarie, la prima di queste fu la Croce Rossa. Avvenne per un episodio nel corso della battaglia di Solferino: c'era un ricco finanziere svizzero, Henry Dunant (1828-1910), che aveva degli interessi minerari in Algeria e che, per avere una concessione, doveva conferire direttamente con l'imperatore Napoleone III. Questi stava nel campo di battaglia e Dunant si recò a Solferino. Non potè parlare con l'imperatore, ma rimase talmente impressionato dallo stato nel quale venivano lasciati i feriti sul campo di battaglia che subì una sorta di folgorazione: lasciò perdere tutte le sue attività per dedicarsi a questo problema e, con molti sacrifici (divenne poverissimo), riuscì a convincere i governi a far sì che venisse istituita questa associazione neutrale che, in onore della Svizzera, fu denominata Croce Rossa. La bandiera della Croce Rossa è il negativo della bandiera della Svizzera.

Ci fu un congresso mondiale dove venne sancita la neutralità di questo organismo, dando quindi la possibilità di togliere i feriti dal campo di battaglia e di curarli.

Dopo la Croce Rossa fu fondata la Mezza Luna Rossa per i paesi islamici. Fu una grandissima conquista per l'umanità.

Ritratto di Florence NightingaleAltrettanto importante fu anche l'opera di Florence Nightingale (1820-1910). In passato non si concepiva la presenza di un corpo di infermiere, ma erano presenti solo persone di livello culturale molto basso (inservienti, ex prostitute, carcerate obbligate a lavorare negli ospedali) finché una donna, appartenente all'alta società inglese, nell'evenienza della spedizione di Crimea (1856), insistette perché ci fosse la formazione di un corpo di infermiere al seguito dell'esercito inglese. Lo fece praticamente a sue spese e questo corpo di infermiere diede prove eccezionali della loro importanza nell'assistere il malato.

Scoppiò una terribile epidemia di colera, e queste donne furono bravissime a curare i pazienti, nel mettere a punto le misure igieniche. Tornate in patria, vennero coperte di onori e la Nightingale ottenne al St Thomas's Hospital la creazione della prima scuola di infermieri specializzati.

Nei primi anni del 1800 furono rese efficaci le misure di polizia sanitaria: la quarantena e lo scambio delle merci vennero regolati in maniera più seria.

Nel 1800 in Francia, prima di Laennec, c'era stato Marie Marie Francois Xavier Bichat (1771-1802) che aveva criticato l'uso del microscopio in quanto questo strumento, come era fatto allora, era assolutamente inutile. Egli diceva che occorreva tornare all'antico, e cioè usare metodi artificiali come la bollitura (come faceva Malpighi) e scomporre il corpo nelle sue unità fondamentali che, secondo lui, erano i tessuti. Bollendo la lingua, riusciva a spellarla, a notare sotto l'epitelio le papille, e ancora, poteva continuare a delaminare la lingua; sosteneva che le lesioni bisognava cercarle nei tessuti.

Si passa ad un livello più sottile rispetto a quanto sostenuto dal Morgagni, perchè diceva che bisognava cercare le lesioni nei tessuti. La curiosità sta nel fatto che Bichat, nel suo libro Anatomia Generale, in cui viene negato l'uso del microscopio, coniò il termine di istologia. L'idea venne ripresa da uno scienziato tedesco, un anatomopatologo, Rudolf Wirchow, dopo che era stata formulata la teoria della cellula da parte di un botanico, Mathias Jacob Schleiden (1804-1881), il quale affermò che i tessuti vegetali erano formati da cellule. Questo fu ripreso da un grande istologo: Theodor Schwann (1810-1882). Egli dimostrò (1839) questa teoria negli animali: la teoria cellulare (1839).

Rudolf Virchow (1821-1902) nel 1859 portò l'attenzione sul fatto che le cellule derivano da altre cellule e che le lesioni delle malattie si potevano riscontrare a livello cellulare e quindi pubblicò il suo famoso trattato "La patologia cellulare". Fu fondatore dell'istopatologia, ancor oggi base della diagnostica, descrisse: trombosi, embolia e leucemia, coniandone i termini. Classificò i tumori su basi istopatologiche, fu un grande antropologo. Virchow, infatti, fu colui che dimostrò che nell'uomo non esistevano delle razze, tanto è vero che Hitler non gli perdonò mai il fatto di aver negato l'esistenza di una razza tedesca. Fu anche un uomo politico di sinistra e si impegnò per migliorare le condizioni igieniche dei minatori. Tuttavia prese anche dei "granchi": non credeva alla dottrina del contagio attraverso i germi formulata da Pasteur.

Altre scoperte importanti furono la teoria dell'evoluzione di Charles Darwin (1809-1882) e le leggi della genetica, individuate verso il 1870 da Gregor Mendel (1822-1884) e riscoperte trent’anni dopo da Hugo deVries (1848-1935). Un'altra conseguenza della teoria cellulare fu l'uso dei coloranti per dimostrare le lesioni che Virchow era riuscito a dimostrare solo in parte perchè aveva a disposizione solo il carminio. Poco dopo vennero introdotti altri coloranti come l'ematossilina-eosina e vennero affinate le tecniche di preparazione dei tessuti: microtomia, inclusioni in paraffina, ecc.

C'erano però dei grossi problemi per quanto riguardava il sistema nervoso, che era quasi impossibile da studiare, perché con i metodi in uso si vedeva solo il nucleo, una parte del citoplasma, ma non i prolungamenti cellulari, per cui non si riusciva ad avere un'idea della neuroanatomia.

Gruppo di anatomici intorno a Golgi al Congresso di Pavia del 1900Il metodo per studiare il sistema nervoso (reazione nera) fu messo a punto da Camillo Golgi (1843-1926): grazie a questa metodica si mettevano in evidenza i prolungamenti cellulari (il metodo di Golgi utilizza l'argento ed è detto reazione nera). Un emulo di Golgi, Santiago Ramon y Cajal (1852-1934), mettendo insieme nozioni quali il concetto di neuroni come entità cellulari indipendenti, formulato da Vilhelm His (1831-1904) e poi da Charles Scott Sherrington (1857-1952), il concetto di neurite come prolungamento cellulifugo e quello di dendrite come prolungamento cellulipeto, riuscì, guardando, le cellule della retina, a mettere insieme le prime vie nervose su base morfologica.

In seguito si è visto che il senso della corrente dipende dalla natura della sinapsi, non dalla sua posizione. Osservando preparati d'argento con il microscopio, sembra di vedere una rete. Perciò Golgi sosteneva che i neuroni non erano entità separate ma connesse ad una rete nervosa. Cajal estrapolò il concetto di cellula, come unità indipendente, ai neuroni e fu colui che diede dei contributi formidabili alla neuroanatomia. Cajal era spagnolo, ma la Spagna in quel periodo era silente dal punto di vista scientifico, Golgi era di Pavia, città, fino al 1860, sotto il dominio austriaco; ciò permise che tutte le scoperte italiane venissero diffuse in Europa centrale e tradotte in lingua tedesca. Al termine del dominio austriaco l'Italia ridiventò un paese provinciale e la scoperta di Golgi venne poco recepita all'estero. Cajal, invece, diffuse le sue scoperte andando ai congressi e parlando e scrivendo in francese e tedesco.
Golgi, che era allievo di Giulio Bizzozzero (1846-1901), lo scopritore delle piastrine del sangue, diede, inoltre, notevoli contributi agli studi sulla malaria: mise in relazione la comparsa della febbre con la fuoriuscita del plasmodio nel sangue e sostenne che quello era il momento di somministrare il chinino.

Nel 1906 ebbero insieme il premio Nobel. Golgi diede, inoltre, notevoli contributi a studi di patologia sulla malaria; mise in relazione la comparsa della febbre con la fuoriuscita del parassita nel sangue.

Sul contagio delle malattie non vi erano stati molti progressi: c'era una elevata mortalità fra le donne che partorivano nelle divisioni ospedaliere frequentate dai medici e dagli studenti, mortalità che risultava più bassa fra quelle che lo facevano a casa o nelle divisioni tenute da infermiere ostetriche. L'aiuto ostetrico di una clinica viennese, Ignac Fulop Semmelweiss (1818-1865), fu colpito da tale fenomeno e pensò che probabilmente i responsabili erano i medici e gli studenti di medicina che palpavano senza guanti nelle parti intime le donne, passando da una malata all'altra. Oltretutto l'igiene era scarsa anche all'interno dell'ospedale, dove le lenzuola si cambiavano una volta al mese. Semmelweiss obbligò medici e studenti a lavarsi le mani tra una visita e l'altra con il cloruro di calcio: fu comunque un uomo dal carattere difficile, fu perseguitato psicologicamente tanto che fu costretto ad andarsene a Budapest. Ebbe problemi mentali e per questo fu ricoverato in una clinica psichiatrica. Quando si diffuse la pratica dell’igiene ospedaliera, si resero conto che aveva ragione. All'inizio della seconda metà del 1800 era completamente sconosciuto il concetto di contagio: si operava a mani nude ignorando cosa fossero le cognizioni igieniche.

Ritratto di Louis PasteurQuesta situazione ebbe fine grazie a Louis Pasteur (1822-1895). Professore di chimica nei licei scoprì le forme levo e destro dell’acido Tartarico. Fu poi incaricato dal governo francese di studiare i meccanismi di fermentazione che permettevano la produzione del vino e della birra e si rese conto che essi non erano semplici reazioni chimiche, ma il prodotto dell'azione di microrganismi viventi detti saccaromiceti. Mise anche a punto un processo per la conservazione degli alimenti col calore: la "pastorizzazione", usato ancora oggi. Fu anche incaricato di appurare o meno la veridicità della generazione spontanea e di studiare alcune malattie dei bachi da seta come la pebrina che dimostrò essere causata da un protozoo. Sulla base delle scoperte di Spallanzani e Bassi, arrivò alla conclusione che i batteri, derivati da altri batteri, i erano germi responsabili delle malattie. Verso i quarant'anni ebbe un ictus, ma ciò non gli impedì di continuare a fare importanti scoperte. Trovò inoltre il modo di attenuare i germi attraverso trattamenti opportuni, quando notò che culture vecchie di vibrione del colera del pollo, iniettate in polli sani, li rendevano immuni alla malattia. Mise a punto vaccini (termine da lui coniato in onore di Jenner) importantissimi come il vaccino per immunizzare gli animali contro il carbonchio ed il vaccino antirabbico. Quest'ultima scoperta entusiasmò il mondo intero quando Pasteur vaccinò con successo il pastorello Meister, morso da un cane, e diversi contadini russi, inviatigli dallo Czar.
Pasteur fu anche colui che coniò il termine : “Microbiologia”, utilizzando la parola “microbo” introdotta nel 1878 da Charles Sedillot (1804-1883).

Altro grande microbiologo fu il tedesco Robert Koch (1843-1910), premio Nobel 1905, a cui la moglie, quando era medico condotto, per il trentesimo compleanno, regalò un microscopio. Fu autore dei famosi postulati di Koch, secondo cui quando si sospetta una malattia il germe responsabile va isolato, coltivato in vitro, reinserito nell'animale per dare nuovamente la malattia e di nuovo isolato. Riuscì a coltivare i batteri su terreno solido (patate, gelatina, agar) ed isolò il bacillo del carbonchio poi utilizzato da Pasteur per preparare il relativo vaccino. Nel 1882 scoprì il bacillo responsabile della tubercolosi e, nel 1883, scoprì il bacillo del colera, descritto però vent'anni prima da Filippo Pacini, ispirato da Agostino Bassi. Più tardi, nel 1890, pensò di aver scoperto la terapia per la tubercolosi, grazie alla tubercolina: purtroppo fu un tragico errore perché tale sostanza ha solo valore diagnostico e non terapeutico.

Emil von Behring (1854- 1907) e Shibasaburo Kitasato (1852-1931) introdussero nel 1894 il siero antidifterico e, successivamente, quello antitetanico. Nel 1882-84 Ilya Metchnikoff (1845-1916) scoprì la fagocitosi ed elaborò la teoria dell’immunità cellulare.

Ritratto di J. ListerL'articolo di Pasteur sulla teoria della generazione spontanea finì tra le mani di un chimico inglese che lo fece vedere al chirurgo Joseph Lister (1827-1912), operante ad Edimburgo, che fu impressionato da tale ipotesi (i germi erano i responsabili dell'infezione). Ispirandosi al fatto che per bonificare le fogne di una cittadina inglese era stato usato il fenolo, nebulizzò tale sostanza sul tavolo operatorio durante l'intero intervento chirurgico, ottenendo una drastica riduzione dei decessi per sepsi della ferita. Tale processo venne chiamato antisepsi. Più tardi si capì che la sterilizzazione preventiva (asepsi) introdotta da Ernst von Bergmann (1836-1907), chirurgo tedesco, era più pratica ed efficace dell'antisepsi. L'uso dei guanti in gomma fu introdotto dal chirurgo americano William Halstead (1852-1922).

La teoria dei germi, basata sugli studi di Pasteur, Koch, Emil von Behring, Shibasaburo Kitasato, Almroth Edward Wright (1861-1941) e molti altri, ebbe, almeno nel mondo occidentale, un’influenza grandissima anche sulla vita di tutti i giorni e, persino, sulla economia. Fu la paura dei germi a far sì che le donne smettessero l'uso delle sottovesti multiple e delle gonne lunghe tipiche dell'età vittoriana e che gli uomini si radessero il viso. Un'altra conseguenza fu la nascita della moderna industria degli apparecchi igienico-sanitari, dei disinfettanti per le case e quella degli accessori usa e getta: carta igienica, assorbenti, bicchieri e fazzoletti di carta, etc.



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(Dagli appunti di Alessio Orrù)